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Vendere e comprare casa, tutto online: “Così si risparmiano 9 mila euro a transazione”

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Monica Regazzi ha lasciato la consulenza per fondare Homepal.it che oggi è la prima agenzia immobiliare digitale in Italia: “Il nostro obiettivo è digitalizzare l’intero processo di compravendita immobiliare, consentendo una riduzione importante dei costi di un’agenzia tradizionale”. Tra i finanziatori anche Davide Serra e Fabio Cannavale.

endo casa on line. Analisi dei big data per una precisa valutazione immobiliare anche a distanza, e gestione negoziale e assistenza burocratica via web e call center. Sembra fatto apposta per il tempo del coronavirus. Invece Homepal nasce prima, nel 2016, da un’idea di Monica Regazzi, ceo e cofounder assieme a due soci amici. Un’avventura intrapresa andando oltre il mondo della consulenza dopo cinque anni in Boston Consulting Group, dove è stata la prima donna a essere eletta partner in Italia e Sud Europa. È membro del cda di Ubi Banca. Nel 2009 è stata nominata Young global leader, community del World economic forum.

Fin da ragazza il suo pallino è stato quello di trovare soluzioni ai problemi. E anche calarsi nelle situazioni. La mamma Titina le diceva sempre: dovresti fare la poliziotta. “Mi piace unire i puntini, fare collegamenti, cogliere i dettagli che ai più sfuggono”. Nata a Merate in provincia di Lecco il 3 luglio del 1969, cresciuta a Rivolta d’Adda in provincia di Cremona, ha studiato a Crema al liceo scientifico e alla Bocconi a Milano. “Ho sempre avuto le idee abbastanza chiare su quello che volevo fare, qualcosa legata al mondo dell’economia. Quello che non avrei scelto, invece, era lavorare in banca, perché mio padre Vincenzo faceva il bancario. Il mio primo lavoro l’ho avuto nel 1992, uscita dalla Bocconi, ai tempi della finanziaria lacrime e sangue. Avevo già l’obiettivo della consulenza. Mi affascinava, ma in quel momento non era facilissimo, però trovai uno stage poi convertito in assunzione a Jp Morgan. Esperienza ottima perché c’era una squadra molto giovane, mi hanno insegnato a lavorare, soprattutto il metodo, che mi è rimasto come impostazione e per l’approccio all’analisi. Ero in un business amministrativo e mi sono detta: se anche fossi bravissima, non mi piacerebbe. Mi sono guardata in giro e c’è stata l’occasione di PricewaterhouseCooper, ex Coopers & Lybrand, e nel 2000 è arrivato Boston Consulting Group dove ho fatto il grande salto. Mi sono messa in discussione”.

Nel 2008 Monica Regazzi è passata dalla consulenza alla partnership: “È un mestiere che ho molto amato, mi piaceva l’idea di trovare il problema e aiutare i clienti delle banche a risolverlo. Poi sono stata colta dalla sfida del fare. Mi chiesi se sarei stata davvero in grado di prendere le decisioni e cambiare la direzione”. Fino a che, parlando a lungo con Andrea Lacalamita che era stato un suo cliente, sono arrivati alla decisione di iniziare questa avventura insieme. “Mio marito Giovanni disse soltanto: l’idea le ha fatto brillare gli occhi. È un manager nell’editoria, direttore generale della Rizzoli, si occupa di scuola. Ci siamo sposati nel 2006, nel 2010 è nata una bimba, Anna Sofia”.

Oggi Homepal.it è la prima agenzia immobiliare digitale in Italia, con 350mila utenti registrati attivi e 140mila inserzioni on line, di cui 80mila di vendita. Nel 2019 ha completato oltre 600 transazioni e dalla sua nascita ha registrato otto milioni di persone in cerca di un appartamento. “Il nostro obiettivo è digitalizzare l’intero processo di compravendita immobiliare, consentendo una riduzione importante dei costi di un’agenzia tradizionale”. Si stima di circa il 75 per cento, 9 mila euro in meno su una transazione media.

Nel modello della compravendita digitale, quello che la pandemia ha bloccato è stato l’unico momento fisico, cioè l’incontro tra venditore e potenziale acquirente per la visita all’immobile. “Ma c’è la video visita che, anche se non la sostituisce del tutto, sta aiutando e aiuterà anche molto in futuro per permettere una scrematura”. Il Covid19 che ha travolto la nostra economia, a Homepal ha dimezzato il fatturato che dalla fondazione a quel momento aveva avuto uno sviluppo crescente fino a quadruplicare nel 2019 il risultato rispetto all’anno prima. “Abbiamo cercato di tagliare i costi e ridotto la parte di pubblicità digitale. Sarà molto importante ripartire velocemente quando si vedranno le prime aperture”.

Nella raccolta di sei milioni di euro di capitale e con numerosi riconoscimenti e premi a livello europeo, Homepal vanta un prestigioso panel di azionisti. Sul fronte istituzionale c’è Bper, la Banca Popolare dell’Emilia e Romagna, “che ha visto in noi il modo per servire il real estate ai propri clienti di fascia medio alta. Abbiamo servizi dedicati”. Tra i privati, Fabio Cannavale  (BHeroes) e l’imprenditore Davide Serra. “Vogliono impiegare una quota relativamente piccola nell’economia reale, e hanno puntato su un’azienda come la nostra”. L’impresa ha tre soci cofounder: Monica Regazzi; Andrea Lacalamita, presidente, esperto di marketing e pianificazione strategica; Fabio Marra, chief commercial officer. Con loro una decina di dipendenti, un call center, e un team di persone conosciute una per una, sempre le stesse, che aiutano i clienti nella fase di avvio della pratica. Poi venditori specializzati e agenti immobiliari.

L’idea di fondo era raggiungere la totale disintermediazione delle agenzie immobiliari. “Quando abbiamo fatto il primo round di investimento, ci chiedevano se ci fossero altri esempi del genere: all’epoca non ce n’erano, eccetto un paio simili negli Stati Uniti, e uno in Gran Bretagna, Purple briks. Ci siamo resi conto che comprare e vendere casa è un’attività emotivamente complessa, e che le persone hanno molto bisogno d’aiuto”. Come funziona? “Zero costi d’agenzia e non imponiamo l’esclusiva. Il venditore non ha nulla da perdere. Gli chiediamo il pagamento di 49 euro per pubblicare l’annuncio nel portale Homepal e, se vuole un servizio aggiunto, il venduto garantito, paga subito 690 euro. Ci occupiamo di tutto noi”. Per le immagini della casa viene incaricato un fotografo professionista, l’annuncio viene ripubblicato nei portali classici dell’immobiliare per dargli la massima visibilità. “Trovando un accordo sul prezzo, che nasce dal nostro sistema molto sofisticato in grado di attribuire un valore puntuale, ci impegniamo a vendere in un numero stabilito di giorni. A Milano sono 45. Se non riusciamo a concludere in questo arco di tempo, il cliente ci chiede i soldi indietro e noi li restituiamo. In media però a Milano abbiamo venduto in 15 giorni. Un paio d’ore dopo la visita chiamiamo i potenziali compratori, verifichiamo se c’è interesse e dal quel momento li accompagniamo fino al preliminare di vendita. Mandiamo un sms con il codice per firmare il contratto e l’interessato ci spedisce un video col documento personale che lo identifica”.

Vendita veloce, e non soltanto in Lombardia ma in tutta Italia. “Il mercato italiano è grande, frammentato, molto interessante. Il nostro modello è vincente perché ci permette di essere presenti su tutto il territorio nazionale. La necessità di avere agenti sul posto limiterebbe molto la possibilità di espansione”. Homepal muove due mosse: traccia le caratteristiche della casa, la zona, calcola l’indice di qualità e lo applica sulla forchetta dell’Agenzia delle Entrate che determina la valutazione. Fa il confronto con altri immobili omologhi in vendita in quel mercato. Il sistema, sviluppato con un’altra start up, è utilizzabile dai clienti stessi. È disponibile sul sito e ognuno può fare la valutazione anche da solo”. Il venditore può agire quindi in totale autonomia, caricando l’annuncio e anche definendo il prezzo. “Abbiamo 150mila annunci in totale, interveniamo e controlliamo quando è necessario. Il compratore paga l’uno e mezzo per cento sul valore della transazione che è mediamente la metà della cifra chiesta dalle altre agenzie. Inizialmente avevamo fissato una cifra fissa di 900 euro. Bisogna distinguere tra i portali sull’immobiliare che sono in rete. Collaboriamo con loro perché hanno solo gli annunci, e solo su questo guadagnano. Dietro c’è l’agenzia”.

Il mercato tradizionale non ha aperto le braccia a Homepal. “Rappresentiamo una rottura degli schemi. Hanno fatto un esposto contro di noi in Camera di Commercio, all’Antitrust e al ministero per lo Sviluppo economico. Siamo stati i primi a entrare in Italia, e anche se il fatturato non era importante, per numero di appuntamenti siamo partiti molto forte sin dall’inizio”. Un particolare target di clienti: il 15 per cento ha oltre 65 anni, persone abituate a fare da sé, con del tempo a disposizione, che abitano nella stessa città dov’è l’immobile di vendere. “Ci occupiamo della casa media, la nostra transazione tipo è allineata a 200 mila euro, 330 mila euro a Milano. Di solito sono singoli appartamenti. Pensiamo che il modello possa funzionare anche per i costruttori e a quel punto ci potranno essere vendite di interi building. Ma non abbiamo ancora una linea dedicata a questo. Quando il sistema sarà messo a punto, saremo pronti anche per la Germania e la Francia, piazze simili alla nostra. Homepal sarebbe perfetto pure nel sud est asiatico perché là c’è una grande parte di nuove costruzioni”.

D’estate l’imprenditrice è una grandissima amante del mare e della barca a vela, posti prediletti la Sardegna e la Grecia. “Ma mio marito è alto più di un metro e novanta e in barca fa molta fatica”. Lo sci è una passione appresa in età adulta. Nelle letture, com’è ovvio per una mancata poliziotta, i gialli sono al primo posto, “mi rilassano. La mia comfort zone è lo shopping; mi è capitato di partecipare al music hall delle mamme della scuola e mi sono molto divertita. Mi dà soddisfazione poter aiutare delle giovani donne che stanno approcciando il mondo del lavoro, per questo do una mano a Young women network come mentor e, quando capita, offro la mia testimonianza, il mio percorso, le mie scelte. Non ho avuto tanti role model femminili, mi sono dovuta costruire un po’ da sola. Col senno di poi avrei investito più tempo nella mia formazione, forse con un Mba. Ma non sono pentita. In famiglia abbiamo anche gestito l’emergenza Covid con mio suocero. Stare a casa in questo momento non mi pesa, anche se vuol dire svolgere diversi ruoli tutti insieme. Mi adatto a qualsiasi situazione, è una delle mie caratteristiche”.

di PATRIZIA CAPUA

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