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Riforma totale dell’istituzione condominio

 

Inquinamento atmosferico

 

 

L’istituzione Condominio si può dire risalente al sistema feudale (signoria di più soggetti ,feudatario,vassallo, valvassore su un unico bene) per poi essere “rimodernato” nella seconda metà del 19°secolo con l’introduzione del concetto di comunione , comproprietà

con relativo frazionamento della proprietà degli edifici,ed in Italia , possiamo dire che è una istituzione davvero vetusta, risalente

al 1865 e poi  disciplinata dagli articoli del codice civile, risalente al lontano 1942, (che consta di ben 2969 articoli,ed anche questo andrebbe con urgenza riformato) il cui intento doveva essere di far vivere

meglio le persone ,apparentemente, ma di fatto, (le liti di condominio sono proverbiali) avviene esattamente il contrario. La colpa è di un’istituzione davvero vecchia, che  non sta al passo con i sistemi democratici e civili della società moderna ,dove dovrebbe

prevalere il buon senso ed una sostanziale ‘par condicio‘ e garanzie soggettive estese a tutti in pari misura. Dico questo , e la

premessa’storica ‘ era doverosa, perchè insomma nei condomini italici vige  lo strapotere di chi possiede più millesimi,ed in sostanza comandano sempre i più benestanti, ed il potere del danaro che impone le delibere e determina  quindi le sorti di un condominio secondo le alleanze dei soggetti più forti a scapito di quelli più deboli. Pertanto  un soggetto  che magari ha entrate mensili ridotte e talvolta non ce la fa ad arrivare alla fine del mese(e sembra che questo problema in Italia comincia ad affliggere sempre più persone),

deve sottostare alle decisioni di chi può spendere di più. Ecco che si creano poi delle connivenze, ed i deboli vengono messi in minoranza,i forti, dal canto loro,  tendono a proporre ovviamente  all’Amministratore preventivi stratosferici , perchè magari possono permetterselo, o magari perchè necessitano avere un ‘high standard’ di vita,  ed  alla fine,

per la logica dei “poteri forti”, i preventivi più cari vengono sempre approvati, senza quasi mai ricorrere, alla proverbiale ‘parsimonia del buon padre di

famiglia’, che sovente nei condomini è inesistente.  La parte più diabolica dell’istituzione condominiopoi  è la celeberrima ‘ripartizione delle quote condominiali’, ma più precisamente, la grande trovata della ‘gogna’- quota di maggioranza  di  1/3 dei millesimi (334/1000) per far sì che in una seconda convocazione di assemblea, tutto viene  deciso,senza diritto di contestazione,  e quindi la tanto  sospirata

unanimità sostanziale e reale di tutti i condomini non viene mai soddisfatta , e quindi tutti i verdetti riaffermano sempre in maniera incontrastata lo strapotere di chi possiede più millesimi.Difficilmente poi viene rispettata la regola  che prevedeche per spese di notevole entità o per le innovazioni in un condominio, è richiesta una’ maggioranza qualificata’ (che è pura fantascienza) pari a 500/1000 ,oppure 667/1000. E’ pur vero ,che chi ha più millesimi ha dei costi più alti,ed è in parte giusto che abbia più voce in capitolo nelle assemblee, ma io discuto la farsa della prima e seconda convocazione, dove alla fine finisce tutto a ‘tarallucci e vino’, e decidono sempre i soliti, e quindi, negando a priori il concetto di rappresentatività, dove tutti ,in misura minore, possono dire la loro, e contare qualcosa.  Ma perchè  ,mi chiedo, le case in Italia sono state quasi  tutte concepite a schiera, a ringhiera,  ed a tronchi, non si poteva , più modernamente, introdurre il sistema delle case unifamiliari , tipo Stati Uniti, dove ognuno non ha in comune nulla con gli altri e si paga tutto per se?

Ultimo aspetto, e concludo ,è il ricorso all’impugnazione , con mediazione obbligatoria, per coloro che desiderano opporsi alle delibere assembleari, entro 30 gg., in quanto dissenzienti alle varie decisioni adottate nelle seconde convocazioni assembleari . Perchè ancora ricorrere in via giudiziale (Giudice di Pace) quando come tutti sanno il sistema giudiziario è al collasso , ed anche le mediazioni e gli arbitrati vacillano, e non creare un’associazione (non so ,che chiameremo tipo IVC, una nuova idea di progetto a cui si potrebbe lavorare, tipo un   Istituto Vigilanza Condomini, (mah ho pensato a questa cosa e chissà che forse qualcun’altro ci possa meditare) , riconosciuto ufficialmente come organismo di controllo e decisionale territoriale competente su tutti i condomini in territorio nazionale  , dove spesso ahimè  accade di tutto e di più, e non esiste un organismo di controllo riconosciuto che escluda il ricorso  giurisdizionale all’ autorità giudiziaria. Un’altra idea, e quindi concludo, scusandomi per essermi dilungato un pò, è il referendum popolare, 50000 firme, e riformiamo il condominio,

un’istituzione troppo vetusta (1865) che nell’anno 2021, sarebbe ora, di riformare in toto,perchè come concepita ora, non rappresenta mai una garanzia  di vero esercizio di diritto ed espressione di sostanziale civiltà , secondo la mia modesta opinione, nella nostra società.

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