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Quando si possono modificare le tabelle millesimali?

Rete

Nel mio condominio sono in corso ampi lavori di ristrutturazione. Si possono poi modificare le tabelle millesimali?

La legge (l’articolo 69 delle disposizioni di attuazione del Codice civile) consente di modificare i cosiddetti millesimi espressi nella tabella millesimale solo nei seguenti casi e con le seguenti modalità:

  • sempre, se c’è il consenso unanime dei condomini (mille millesimi su mille);
  • con la maggioranza di almeno metà degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno 500 millesimi se:
    • risulta che le tabelle siano frutto di un errore;
    • quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, a causa di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell’unità immobiliare anche di un solo condomino.
    • Questo significa che anche nel suo caso:
      • o tutti i condomini sono d’accordo nella modifica delle tabelle millesimali (mille millesimi, cioè tutti favorevoli, nessuno escluso);
      • oppure si potrà procedere a modificare le tabelle millesimali a maggioranza (almeno 500 millesimi) solo se verrà accertato o che le tabelle vigenti sono errate oppure che le variazioni avvenute nell’edificio hanno alterato per più di un quinto il valore proporzionale anche di un solo condomino.

      Pertanto, se l’assemblea del suo condominio deciderà di modificare le tabelle millesimali, potrà farlo solo se:

      • o tutti i condomini saranno d’accordo all’unanimità (e se tutti sono d’accordo non è necessario che venga dimostrato un particolare motivo alla base della scelta della modifica delle tabelle);
      • o ci sarà la maggioranza di almeno 500 millesimi avendo prima accertato che le tabelle precedenti erano sbagliate oppure che le ristrutturazioni eseguite hanno provocato l’alterazione del valore proporzionale (dei millesimi cioè) anche di un solo condomino nella misura superiore ad un quinto.

      Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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