Cerca nel Sito

Horizon Europe: ecco il primo piano strategico 2021-2024

 

Rete

Dopo l’accordo politico su Horizon Europe raggiunto nella primavera del 2019 con il Parlamento europeo, la Commissione europea ha avviato un processo di pianificazione strategica che ha coinvolto gli Stati membri, i portatori di interessi e l’opinione pubblica e i cui risultati sono illustrati nel primo piano strategico.

La Commissione Ue spiega che «Il piano strategico è una novità nell’ambito di Orizzonte Europa e definisce gli orientamenti strategici per determinare gli investimenti nei primi quattro anni del programma. In applicazione al piano le azioni di ricerca e innovazione dell’Ue contribuiranno alle priorità dell’Ue, tra cui un’Europa verde e climate-neutral, un’Europa pronta per l’era digitale e un’economia al servizio delle persone».

Il piano strategico definisce 4 orientamenti strategici per gli investimenti su ricerca e innovazione nell’ambito di Horizon Europe per i prossimi 4 anni: «Promuovere un’autonomia strategica aperta guidando lo sviluppo di tecnologie, settori e catene del valore digitali, abilitanti ed emergenti fondamentali; Ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità dell’Europa e gestire in modo sostenibile le risorse naturali; Fare dell’Europa la prima economia circolare, climate neutral e sostenibile, resa possibile dalla tecnologia digitale; Creare una società europea più resiliente, inclusiva e democratica. La cooperazione internazionale è alla base di tutti e 4 gli orientamenti, in quanto è essenziale per affrontare molte sfide globali».

Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per un’Europa pronta per l’era digitale della Commissione Ue, ha dichiarato: «Il piano presenta un quadro per attività di ricerca e innovazione di altissima qualità e basate sull’eccellenza che saranno svolte nell’ambito del programma di lavoro Horizon Europe. Grazie a questo orientamento strategico assicuriamo che gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione possano contribuire alla ripresa basata sulla transizione verde e digitale, sulla resilienza e sull’autonomia strategica aperta».

Il piano strategico individua anche i partenariati europei cofinanziati e co-programmati e le missioni dell’UE da sostenere tramite Orizzonte Europa. La Commissione Ue evidenzia che «I partenariati riguarderanno settori critici quali l’energia, i trasporti, la biodiversità, la salute, l’alimentazione e la circolarità e integreranno i dieci partenariati europei istituzionalizzati proposti dalla Commissione in febbraio. Le missioni dell’Ue affronteranno le sfide globali che incidono sulla nostra vita quotidiana fissando obiettivi ambiziosi e stimolanti ma realizzabili, come la lotta contro il cancro, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione degli oceani, l’ecologizzazione delle città e la protezione del suolo e l’alimentazione. Utilizzando un ampio ventaglio di strumenti in diverse discipline e settori politici, le missioni dell’Ue affronteranno questioni complesse attraverso progetti di ricerca, misure politiche o anche iniziative legislative».

Gli orientamenti del piano vertono anche su una serie di questioni orizzontali, quali il genere. L’integrazione della dimensione di genere sarà un requisito predefinito nei contenuti della ricerca e dell’innovazione in tutto il programma, a meno che sia specificato che il sesso o il genere non sono pertinenti per l’argomento in questione.

Le priorità stabilite nel piano strategico di Orizzonte Europa saranno attuate attraverso il programma di lavoro di Orizzonte Europa. Definisce le opportunità di finanziamento per le attività di ricerca e innovazione attraverso inviti tematici a presentare proposte e tematiche. I primi inviti a presentare proposte saranno pubblicati nella primavera del 2021 e saranno presentati in occasione delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione che si terranno dal 23 al 24 giugno.

Mariya Gabriel, commissaria Ue per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha concluso: «Gli orientamenti del piano strategico assicureranno che le nuove conoscenze, idee ed innovazioni andranno a vantaggio delle priorità politiche comuni dell’Unione europea. Questo nuovo approccio è un altro modo per garantire che la ricerca e l’innovazione finanziate dall’Ue affrontino le sfide cui sono confrontati i cittadini europei».

Link all’articolo: