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Affitti, possibile aumento per aliquote su cedolare secca e canone concordato

 

appartamento

 

Secondo il quotidiano Italia Oggi è molto probabile l’aumento dal prossimo anno della tassazione sulle locazioni. Ben prima di quanto possa accadere dal 2026 con l’aggiornamento dei dati catastali

La legge di delega fiscale approvata dal Cdm lo scorso 5 ottobre potrebbe comportare dal 1° gennaio 2022 un aumento delle tasse per chi affitta immobili con cedolare secca o a canone concordato.

Secondo quanto pubblicato sabato scorso su Italia Oggi, l’attuale flat tax applicabile sul reddito fondiario prodotto dalla locazione di immobili abitativi (di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 23/2011) dovrebbe rientrare appieno nel riordino delle imposte sostitutive previsto all’articolo 3 comma 1 lettera a) della delega fiscale.

Obiettivo del governo è quello di applicare una medesima aliquota proporzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare. La nuova aliquota per le imposte sostitutive sarebbe quella applicata sul primo scaglione Irpef, ovvero il 23%.

A conti fatti quindi coloro che oggi applicano la cedolare secca potrebbero passare dal 21% al 23%. E coloro con un contratto a canone concordato addirittura dal 10% al 23%, senza considerare che questi contratti agevolati sono frutto di accordi sottoscritti a livello locale dalle organizzazioni sindacali più rappresentative di locatori e inquilini.

Certamente si tratta, per il momento di ipotesi che tuttavia il quotidiano economico reputa molto probabile.

E sarebbe un rincaro della tassazione sugli immobili molto più vicino temporalmente di quello che potrebbe avvenire dal 1° gennaio 2026, quando saranno disponibili i nuovi dati dell’aggiornamento del catasto che includeranno valore patrimoniale dell’immobile e rendita attualizzata.

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