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Tasse triplicate, ecco perché gli investitori fuggono dal mattone

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Di riordino nell’ottica di un’unica local tax non se ne parlerà fino al 2016, così come indicato nel Def elaborato dal Governo. 
Fino ad allora non resta che godersi l’attuale imposizione fiscale sul mattone, messo a reddito o meno: una delle più alte d’Europa – a fare peggio di noi ad esempio la vicina la Francia – e senz’altro una delle più pasticciate. 
 
Ora che i prezzi delle case hanno perso dal 20 al 40% rispetto ai picchi toccati tra il 2004 e il 2006 durante il boom immobiliare e che di rivalutazione nel tempo non si parla più, è proprio il carico fiscale a finire sul banco degli imputati, con l’accusa di ridurre al lumicino la reddittività. 
 
Troppe tasse scoraggiano l’acquisto per uso diretto, oltre che per investimento – hanno ripetuto allo sfinimento gli addetti ai lavori – per ripartire serve ridurre il carico su un bene ormai diventato un Bancomat di Stato. 
 
A ricostruire la vicenda tasse ci ha pensato un dossier targato Confedilizia. 
 
Con il 2015 – scrive l’associazione – la proprietà immobiliare si troverà, per il quarto anno consecutivo, a subire un livello di imposizione tributaria insostenibile. 
 
Ad aumentare vertiginosamente, come noto, è stata una specifica componente della tassazione sugli immobili, quella di natura patrimoniale – si legge ancora nella premessa del documento -. 
 
Quella che colpisce gli immobili al di là di qualsiasi reddito dagli stessi prodotto. 
 
E che si aggiunge ad altre forme di imposizione, come quella sui redditi e quella sui trasferimenti. 
 
Queste le tappe principali: nel 2014, il gettito di Imu e Tasi (imposte entrambe sostanzialmente patrimoniali, nonostante la seconda venga nominalmente qualificata come tributo sui servizi) è stato di circa 25 miliardi di euro. 
 
Fino a al 2011, il gettito dell’Ici era stato di circa 9 miliardi di euro. Le imposte locali sugli immobili si sono quasi triplicate rispetto al 2011. Fra il 2012 e il 2014, la proprietà immobiliare ha versato complessivamente circa 69 miliardi di euro di imposte di natura patrimoniale. 
 
Dal 2012, i proprietari versano ai Comuni 15/16 miliardi di euro in più ogni anno (il  50% in più rispetto all’entità dello sgravio degli 80 euro). 
 
Il carico fiscale sugli immobili del 2014 (Governo Renzi), dato da Imu e Tasi, è stato di oltre 1 miliardo superiore rispetto a quello dell’Imu 2012 (Governo Monti). 
 
All’associazione dei proprietari si deve anche la simulazione – dati alla mano – di tre esempi di tassazione (abitazioni in affitto, abitazione non in affitto e immobile affittato, ma diverso da abitazione). 

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