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Nuova legge, divisi sul no al cemento

Consumo di suolo: incentivi per recuperare edifici dismessi, oneri di urbanizzazione più cari

MILANO Come a Cassinetta di Lugagnano ? «apripista» nel 2007 ? Solza, Ronco Briantino, Ardesio, Ozzero, Pregnana Milanese e altri ancora tra i 1.531 comuni lombardi che hanno già scelto il «consumo di suolo zero»: questa è la prospettiva che il territorio regionale può vedersi aperta, fra 30 mesi, dalla nuova legge approvata l?altra notte dal consiglio regionale, con 41 voti della maggioranza e 27 «no» di Pd, M5S e Patto Civico. Sei sono i punti cardine della nuova normativa: da subito sono impossibili varianti su suoli con destinazione agricola; sono previsti incentivi per il recupero di aree ed edifici dismessi; scende da 3 anni a due e mezzo il tempo utile per realizzare i progetti di nuove costruzioni su aree ex agricole divenute edificabili: in Lombardia si tratta di 600 milioni di metri quadrati. E ancora: le infrastrutture sovracomunali (autostrade e ferrovie) rientrano nel computo del suolo «mangiato»; la soglia del consumo dovrà basarsi sulle indicazioni Istat relative all?aumento della popolazione. Infine, la legge prevede disincentivi, con un balzello del 5% a carico dei costruttori che intendono edificare «dentro il tessuto urbano» e un aumento degli oneri di urbanizzazione da un minimo del 20 a un massimo del 30% al di fuori dei centri abitati. Dopo nove mesi di veti incrociati, litigi e modifiche in corso d?opera, è così finalmente arrivata al traguardo la nuova normativa che manda in pensione quella del 2005. Una vittoria del cemento secondo alcuni, del verde secondo altri: nello stesso mondo ambientalista le due maggiori organizzazioni, Wwf e Legambiente, esprimono parere opposti. Paola Brambilla, presidente regionale del Wwf, esulta e parla di «un risultato importante che ora dovrebbe stimolare il governo all?emanazione di una legge che riconosca il valore ecologico del suolo»: si tratta di considerare la terra come bene comune, come «casa di tutti gli habitat naturali». È invece una bocciatura quella espressa da Damiano Di Simine, numero uno di Legambiente Lombardia: «Il futuro non sono le lottizzazioni, ma le ristrutturazi0ni dei vecchi edifici. Dopotutto il mercato immobiliare è da tempo senza domanda: c?è chi costruisce, ma non c?è chi compra. Tanto che nella nostra regione ci sono 1,4 milioni di vani vuoti, a cui si sommano centinaia di capannoni e uffici non utilizzati». Su questo stesso tema, che cavalca da anni, torna anche Coldiretti, ricordando che sono ben più di 4 mila i chilometri quadrati (una superficie equivalente alle province di Cremona e Mantova) sottratti dal cemento all?agricoltura tra il 1990 ed oggi: «Finalmente l?argomento è stato affrontato ? dice il presidente regionale Ettore Prandini ?. Meglio sarebbe se lo stop alle costruzioni fosse immediato. Ma durante la finestra dei 30 mesi di edificazione possibile, probabilmente sarà ancora la crisi a fare da calmiere e a frenare il cemento. Per questo noi auspichiamo che almeno una parte di quei 600 milioni di metri quadrati tornino all?originaria destinazione agricola».Il presidente Roberto Maroni e la maggioranza sottolineano che «si tratta di una svolta epocale, resa possibile con un provvedimento coraggioso e fortemente voluto». L?assessore al Territorio, Viviana Beccalossi, ricorda« le misure di incentivazione per gli interventi di recupero e ristrutturazione del costruito e la valorizzazione dei terreni dismessi». «Questa è una brutta legge, il suolo lombardo aveva bisogno di ben altro. Abbiamo cercato di ridurre il danno e in parte ci siamo riusciti», dicono invece i capigruppo di Pd e Patto Civico, Enrico Brambilla e Lucia Castellano. Negativo anche il giudizio dei Cinque stelle: «È una legge sbagliata ? sottolinea Gianmarco Corbetta ? che favorirà comunque il consumo di suolo».Via libera invece all?unanimità del consiglio regionale all?istituzione della «Banca della terra lombarda», che punta a «mantenere e incrementare la produttività agricola e a favorire il ricambio generazionale, affidando ai giovani e alle donne le terre demaniali abbandonate».© RIPRODUZIONE RISERVATAIl confronto Fonte: Ersaf Regione Lombardia d’Arco Fonte: Istat, 2012 L’urbanizzazione del suolo e la progressiva antropizzazione del territorio sono evidenti confrontando le due cartine della Lombardia 1954 2012 LEGENDA LA CLASSIFICA Le dieci province più cementificate d’Italia Monza e Brianza Napoli Milano Varese Trieste Padova Roma Como Treviso Prato Dati % di superfici edificate Aree antropizzate Aree agricole Territori boscati e ambienti seminaturali Aree umide Corpi idrici 0 10 20 30 40 50 54 43 37 29 28 23 20 19 19 18

Guardini Laura

http://archiviostorico.corriere.it/2014/novembre/21/Nuova_legge_divisi_sul_cemento_co_0_20141121_2b85cb06-7149-11e4-9424-dee50095f931.shtml

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