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La Francia emette il suo primo green bond: l’Italia sarà la prossima?

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Dopo molti mesi di lavoro e un lungo roadshow che ha toccato numerose città europee, il 24 Gennaio il Ministero del Tesoro Francese ha emesso il primo Green OAT (Green Obligations Assimilables du Tresor). Si tratta della emissione di debito “green” più grande della storia per un controvalore di 7 miliardi di Euro, e, secondo molti analisti, il piano obbligazionario “sostenibile” potrebbe raggiungere i 13 miliardi di euro nel corso dell’anno. Con questa strategia la Francia conferma la leadership nel campo della transizione verso una low-carbon economy, strategia avviata negli ultimi dieci anni e concretizzata con l’organizzazione e la sottoscrizione degli accordi sul clima di Parigi, il cosiddetto COP21 del 2016. Già in passato lo Stato Francese aveva lanciato sul mercato emissioni di debito in Euro con finalità riguardanti le energie rinnovabili, la sostenibilità e le tecnologie pulite: il Comune di Parigi e l’Agenzia di Sviluppo Francese avevano già emesso Green Bond in passato. La track record in questo campo da parte dello Stato Francese è molto solida: le emissioni di GHG sono scese dell’11% nel corso degli ultimi 20 anni (491.1 MtCO2eq nel 2013), seguendo le linee guida del protocollo di Kyoto, i Social Development Goals, la Convention on Biological Diversity, ed il European 2030 Climate & Energy framework. Ricordiamo inoltre che la Francia alloca meno dell’1% del proprio GDP in sussidi alle energie fossili.

Il Green OAT ha le caratteristiche di una comune obbligazione governativa con scadenza nel 2032. La peculiarità di questa emissione rispetto all’emissione polacca riguarda la dimensione, la scadenza, e i progetti finanziati tramite l’obbligazione, dato che tutti i ricavi del bond saranno utilizzati in progetti concernenti: infrastrutture sostenibili e ad alta efficienza energetica; trasporti sostenibili e non inquinanti; energie rinnovabili; trattamento sostenibile di risorse naturali; controllo delle emissioni. Inoltre dobbiamo ricordare che i capitali raccolti non finanzieranno progetti già avviati da parte di autorità statali nel territorio francese. Il Governo monitorerà l’avanzamento dei lavori e pubblicherà un report approfondito sull’impatto reale dei progetti finanziati. Oltre il 50% dei fondi raccolti tramite il bond verrà impiegato sin dal primo anno mentre il restante 50% verrà allocato successivamente.

Come società d’investimento indipendente specializzata in investimenti ad impatto sociale ed ambientale, valutiamo in modo positivo l’emissione dei primi Green Bond da parte di Stati sovrani, in particolare Francia e Polonia, il Paese che per primo – nel dicembre 2016 – ha emesso il primo Green Bond sovrano.

In realtà, Francia e Polonia potrebbero non rimanere sole a lungo per questo tipo di iniziative: stando ai rumors di mercato, altri Paesi – tra i quali Italia, Nigeria, Svezia – potrebbero emettere presto strumenti analoghi. Possiamo inserire la decisione della Francia in una più ampia dinamica di crescita positiva del mercato delle obbligazioni green. Il mercato dei Green Bond ha registrato una crescita sostanziale negli ultimi tre anni: se nel 2014 pesava complessivamente circa 37 miliardi di dollari USA, l’anno passato – il 2016 – si attestava a 92 miliardi di dollari USA, registrando una crescita di circa il 149%.

Non solo, le prospettive e le stime di crescita portano a pensare all’asset class con una certa dose di entusiasmo: secondo molti centri di ricerca, nel 2017 ci potrebbe essere un ulteriore incremento e le obbligazioni Green potrebbero raggiungere i 142 miliardi di dollari USA, per una crescita annuale prospettica intorno al 54%. La crescita del mercato dei Green Bond, e la sua relativa sostenibilità, è dovuta principalmente a due fattori: da una parte l’ingresso nel mercato delle obbligazioni green da parte delle grandi imprese dei paesi emergenti (in particolare Cina ed India), dall’altra la crescente attenzione delle istituzioni sovranazionali al tema della sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda il primo punto, possiamo citare un dato: nel 2016, circa 30 miliardi di dollari USA sono stati emessi da istituzioni finanziarie, enti locali e grandi imprese cinesi. Guardando invece alle organizzazioni internazionali, possiamo dire che tutte le principali Banche di Sviluppo (Banca Mondiale, International Finance Corporation, European Bank for Reconstruction and Development, European Investment Bank, Asian Development Bank, African Development Bank) ogni anno rinnovano il loro impegno nella sostenibilità avviando nuovi piani di emissione di Green Bond. Da parte degli investitori, entrambi i trend portano ad una maggiore attenzione a tematiche connesse al cambiamento climatico e all’inclusione finanziaria, due temi centrali nell’agenda mondiale che trovano un forte riscontro nelle linee guida definite all’interno dei Sustainable Development Goals promossi dalle Nazioni Unite.

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