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I bitcoin vergini valgono di più

bitcoin

Non tutti i bitcoin valgono uguale: infatti alcuni, chiamati “bitcoin vergini”, valgono di più. 

Si tratta di BTC che hanno una cronologia delle transazioni pulita o non ne hanno nessuna perché sono stati minati e ancora non utilizzati.

Il loro valore sul mercato è maggiore perché sono BTC che non sono mai stati coinvolti in operazioni finite sotto osservazione dalle autorità di controllo.

Infatti, da ogni singolo Satoshi (un centomilionesimo di bitcoin) è possibile risalire all’intera cronologia di tutte le transazioni in cui è stato coinvolto, fin dal momento della sua creazione.

La blockchain di Bitcoin è pubblica, quindi per quanto possa essere lungo e difficile è comunque sempre possibile per chiunque tracciare tutte le transazioni in cui ogni singolo Satoshi è stato coinvolto, fin dalla creazione della blockchain di Bitcoin il 3 gennaio 2009.

Alcuni di questi BTC sono stati coinvolti in passato in operazioni finite sotto osservazione da parte delle autorità di controllo monetarie o fiscali, perché utilizzati per attività illecite o rubati durante qualche hack.

Altri invece non sono mai stati coinvolti in tutto ciò. Pertanto vengono definiti “vergini”, perché puri ed hanno un valore maggiore perché non sono molti e sono invece molto richiesti.

Appartengono a questa categoria innanzitutto quelli minati e mai utilizzati. Ovvero che stanno, e sono sempre stati, sugli indirizzi dei miner che li hanno minati, e non sono coinvolti pertanto in nessuna transazione.

Tuttavia, ne esistono anche di altri che risultano puliti nonostante qualche volta siano stati utilizzati in qualche transazione. Il valore dei BTC vergini tende ad essere maggiore rispetto ai BTC non puliti, che circolano in gran numero sul mercato, di una percentuale compresa tra il 10% ed il 30%. 

In realtà, i BTC non puliti non sono necessariamente sporchi, infatti non è detto che siano stati coinvolti in operazioni illecite in passato, ma non potendo avere certezza che siano puliti questi non vengono ritenuti vergini ed hanno pertanto il valore comune di mercato.

La preoccupazione è che questi possano essere in qualche modo confiscati o trattenuti dalle  autorità qualora venissero depositati su un indirizzo gestito da un intermediario soggetto a regolamentazione.

Inoltre, gli stessi intermediari regolamentati possono rifiutarsi di accettare BTC di provenienza dubbia, pertanto recano con sé dei limiti che fanno sì che si generi una domanda di mercato specifica per i BTC vergini.

Secondo Flex Yang, CEO di Babel Finance, il vertice del G20 tenutosi a giugno 2019 ha sollevato una serie di preoccupazioni riguardanti soprattutto l’emissione di nuovi regolamenti della Financial Action Task Force (FATF) in merito alle criptovalute.

La paura di questi regolamenti, stando a quanto afferma Yang, è il maggior responsabile della domanda di mercato per i BTC vergini che ha generato l’incremento del loro valore.

Secondo il consulente per gli investimenti Jeff Horowitz inoltre potrebbero spingere sempre più persone a condurre transazioni one-to-one, senza rivolgersi ad intermediari o utilizzando piattaforme decentralizzate.

link all’art.

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