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ECOPRESTITO

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La Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, facendo seguito alla Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia stabilisce che, entro il 31 Dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero e che a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano caratterizzati dagli stessi requisiti.

Nel nostro Paese – il cui patrimonio immobiliare è costituito per oltre un quarto da edifici costruiti prima del 1946 – la possibilità di espandere il margine di efficientamento energetico è grande (attualmente solo il 3-4% degli edifici appartiene a classi energetiche superiori alla C); ciò sia nell’ottica di ridurre la dipendenza energetica dall’estero (anche alla luce delle costanti tensioni geopolitiche), sia in quella di migliorare il conto energetico ed il comfort abitativo al fine di perseguire, nell’ambito dell’attività realizzativa, il concetto di Smart and Sustainable Building, ovvero di costruzioni progettate, collocate, costruite e gestite ottimizzando tutte le risorse a disposizione.

Onde favorire la capacità di intervento delle famiglie e dei privati sul proprio patrimonio edilizio (sul quale – tra l’altro – la pressione fiscale negli ultimi anni ha raggiunto livelli considerevoli), si propone una forma di finanziamento, denominato Ecoprestito, finalizzato ad interventi di efficientamento energetico e, laddove possibile, bonifica ambientale.

Tra i requisiti richiesti viene posto l’obbligo di certificazione effettuata da un progettista iscritto ad un Ordine Professionale – o dotato di altra idonea qualifica professionale – accompagnata dalla stima dei risparmi di spesa annuale conseguibili, della volontà di realizzare e, successivamente, di aver realizzato almeno uno tra gli interventi ammissibili, di cui in seguito, per l’incremento dell’efficienza energetica e la bonifica degli edifici.

Caratteristiche del finanziamento: 

Tipologia: prestito chirografario finalizzato con tasso parametrato al rendimento medio annuale dei Bot decennali 

Oggetto: interventi di efficientamento energetico e bonifica ambientale 

Importo : da 20 a 30 mila euro 

Durata: fino a 10 anni (con lavori da svolgersi in un biennio) 

Beneficiari: soggetti privati (persone fisiche, condomini, associazioni etc..).

Il finanziamento viene erogato dagli Istituti bancari convenzionati ed assistito da apposita garanzia (dal 30 al 50% dell’importo finanziato), escutibile a prima richiesta. Quest’ultima condizione abbatterebbe in maniera significativa il rischio finanziario dell’operazione e consentirebbe di collocare lo strumento sul territorio a condizioni economiche realmente competitive.

Pagina 8 NEWSLETTER FINCO N.01/2016 ….SEGUE… Ruolo di primo piano nella alimentazione e gestione del “Fondo di garanzia per l’efficientamento energetico e la bonifica ambientale” potrebbe essere svolta dalla Cassa Depositi e Prestiti, che in questo modo incentiverebbe in maniera concreta lo sviluppo degli investimenti del settore privato ponendo a garanzia i risparmi dei cittadini nell’interesse dei medesimi, senza immediati impegni per cassa e senza sostanziali modifiche organizzative (atteso che l’istruttoria sarebbe svolta dalle banche).

Un ulteriore decisivo elemento, che giocherebbe a favore del successo dello strumento, potrebbe essere la previsione di canalizzazione dei redditi e del pagamento delle bollette energetiche dei richiedenti il prestito sul medesimo conto di domiciliazione delle rate relative al servizio del debito contratto, così da replicare tecniche di mitigazione del rischio utilizzate nel project financing (escrow account). Rivestirebbe inoltre particolare importanza uno specifico intervento della Banca d’Italia che stimolasse l’attenzione delle banche nel considerare, all’interno dei modelli di valutazione delle richieste di prestito, i risparmi stimati dal Professionista e i benefici fiscali conseguibili per le detrazioni connesse a tali investimenti come reddito disponibile aggiuntivo, da raffrontare alle rate di rimborso.

Gli interventi ammissibili secondo la proposta dell’Ecoprestito sarebbero indicativamente i seguenti:

1. incremento dell’efficienza energetica delle coperture;

2. incremento dell’efficienza energetica delle pavimentazioni;

3. incremento dell’efficienza energetica dei muri perimetrali;

4. sostituzione di finestre e infissi anche con installazione di schermature solari;

5. incremento dell’efficienza energetica delle chiusure esterne;

6. installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda, utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate e/o ad alta efficienza;

7. allacciamento alla rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento;

8. installazione di recuperatori di calore dall’aria esausta di espulsione negli impianti di climatizzazione;

9. interventi di efficientamento energetico anche attraverso la bonifica ambientale tramite la sostituzione delle coperture di cemento-amianto.

Una tale misura – già giudicata positivamente nell’ambito dell’Indagine Conoscitiva sull’Efficienza Energetica e sul Patrimonio Immobiliare, condotta dall’VIII Commissione della Camera dei Deputati nella precedente Legislatura – potrebbe ulteriormente sostenere l’implementazione delle misure di efficienza energetica in essere e rendere possibile a milioni di soggetti privati, oggi impossibilitati per carenza di fondi, di riqualificare le loro proprietà immobiliari, con un effetto leva di straordinarie proporzioni. N.B. Naturalmente si tratterebbe di una proposta relativa alla provvista finanziaria e pertanto aggiuntiva e non sostitutiva delle attuali misure di detrazione fiscale opportunamente confermate dal Governo quali il bonus del 65% per la riqualificazione energetica.

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