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Degrado abitativo, quanto costa alla sanità?

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Secondo uno studio UK riqualificare il parco edilizio degradato porterebbe dei risparmi al servizio sanitario di quasi 2 mld di sterline all’anno. L’investimento iniziale potrebbe essere ripagato in 7 anni.

Vivere in condizioni abitative inadeguate può provocare ingenti danni alla salute degli occupanti. Spesso gli interventi di riqualificazione del parco edilizio non vengono effettuati per carenza di fondi ma quanto costano al sistema sanitario nazionale le cure mediche per tutti quei disturbi, più o meno gravi, provocati da un ambiente domestico insalubre? E’ su questi dati che si sofferma uno studio britannico condotto dal Building Research Establishment (BRE) per conto del BRE Trust, un’organizzazione no profit che si dedica alla ricerca e all’educazione in merito all’ambiente costruito. Il report è una seconda versione aggiornata del documento The Real Cost of Poor Housing (IN ALLEGATO) redatto nel 2010.

La prima indagine aveva cercato di quantificare le spese mediche a carico del NHS causate da pessime condizioni abitative e per farlo aveva incrociato i dati sui rischi per la salute misurati dall’Housing Health and Safety Rating System (HHSRS) combinati con le informazioni sui costi dei trattamenti del servizio nazionale sanitario. Il risultato emerso parlava di un risparmio pari a 600 mln di sterline all’anno ottenibile dalla sanità in caso di riqualificazione delle abitazioni più povere del Regno Unito. Una cifra che però è stata contestata da alcuni ricercatori che invece sostenevano che i risparmi erano di gran lunga superiori, pari 2,5 mld di sterline.

Le cifre non erano in contraddizione perché erano frutto di un’analisi diversa perché nel primo caso veniva considerato soltanto lo stock abitativo di categoria 1 secondo l’indice HHSRS, ovvero quello nelle condizioni peggiori, e considerava soltanto quei disturbi che potevano con certezza essere collegati agli ambienti abitativi.

Nuova versione del report con dati aggiornati

Gli analisti hanno scelto di migliorare l’analisi e di farlo ampliando la visione e incrociando dati diversi e aggiornati. Nel 2014 il BRE ha rimesso mano allo studio con l’obiettivo di :
– Utilizzare dati sui costi sanitari e costi per le riqualificazioni aggiornati al 2011
– Ampliare la definizione di ‘alloggi poveri’ comprendendo tutte quelle tipologie edilizie che possono essere considerate vecchie e insalubri
– Includere i costi di trattamento e cura oltre il primo anno
– Includere anche i costi che non riguardano esclusivamente le cure sanitarie
– Stimare il Quality Adjusted Life Years (QALY’s) allo stesso modo dei costi-benefici, da confrontare con altre ricerche sull’impatto sulla salute
In questo momento sono stati affrontati i primi due punti, mentre per gli altri verrà pubblicata prossimamente un’altra versione del report aggiornata.

Risparmio di 1,4 mld di sterline

La tabella 2 mostra le stime aggiornate per il 2011. Come per i dati precedenti, i rischi legati al freddo e alle cadute sono quelli che hanno il maggior impatto sulla salute. Ma a pesare sono anche i sistemi impiantistici mal funzionanti, così come la presenza di radon e altri inquinanti che abbassano i livelli di qualità dell’aria.

La nuova stima parla di un risparmio annuale di 1,4 mld di sterline, rispetto ai 600 mln del 2010.

Un investimento di 10 mld di sterline con payback a 7 anni

Cos’è cambiato rispetto al 2006? Innanzitutto sono stati considerati 29 rischi rispetto ai 15 passati, considerando anche la presenza di composti organici volatili e altri inquinanti in atmosfera. I dati sulle temperature sono stati aggiornati e si sono rivelati molto più preoccupati di prima e infine sono aumentati notevolmente i costi del servizio sanitario nazionale, aumentati del 50% dal 2001 al 2011.

I nuovi dati suggeriscono che se si trovassero 10 mld di sterline per riqualificare le 3,5 milioni di abitazioni ‘povere’ del Regno Unito si potrebbero risparmiare, in termini di costi sanitari, 1,4 miliardi soltanto il primo anno. L’investimento iniziale potrebbe essere ripagato in 7 anni, per poi maturare esclusivamente benefici.

Se si considera tutto lo stock immobiliare da riqualificare i risparmi salgono a 2 mld di sterline
Le stime fatte finora riguardano però soltanto tutte quelle abitazioni di Categoria 1, che equivalgono al 15% del parco edilizio britannico. Ve ne sono molte altre in Categoria 2, ovvero meno pericolose per la salute ma in uno stato che necessiterebbe una riqualificazione e altrettante che sono particolarmente vecchie e andrebbero allo stesso modo ristrutturate e efficientate. Se si considera l’intero stock che necessiterebbe degli interventi il risparmio per l’NHS sale a quota 2 mld di sterline l’anno.

Conclusioni

In conclusione lo studio afferma che alcune condizioni abitative sono così dannose sulla salute da essere paragonate al consumo di alcol e fumo, come si evidenzia nella Tabella 4:

Sottolineando come i numeri riportati dal report siano sicuramente molto più bassi di quelli reali, i ricercatori invitano i governi ad intervenire con una certa urgenza, soprattutto considerando che i costi legati alle cure mediche negli anni supereranno di gran lunga quelli che si potrebbero stanziare per una riqualificazione del parco edilizio, a vantaggio di tutti.

link all’art.

cost-of-poor-housing-briefing-paper-v3

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