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Dagli Appennini alle Ande

conferenza climaNei giorni precedenti l’inizio della conferenza, il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, parlando sul clima e sull’accordo Usa-Cina alle commissioni riunite Esteri e Ambiente di Camera e Senato, ha dichiarato che “l’Unione Europea approda a Lima con idee chiare rispetto agli obiettivi da raggiungere … Un’intesa sul clima potrà avere l’ambizione di essere efficace solo se viene assunta da tutti e impegna tutti. Altrimenti è destinata al fallimento … L’Italia, da presidente di turno dell’Unione Europea, ha in questo momento un ruolo cruciale. Da capofila europei, saremo a Lima fra quelli che con maggiore impegno sosterranno l’esigenza di porre le basi per raggiungere a Parigi (CoP 21) nel 2015 lo storico risultato di un accordo globale sul clima”.

Galletti è intervenuto di nuovo nei giorni successivi alla Conferenza: “l’Europa ha svolto un ruolo importante alla conferenza di Lima parlando con una voce sola. L’Europa … ha svolto un ruolo importante e coeso, di stimolo e di moral suasion, parlando con una sola voce e mettendo in campo tutta la sua capacità diplomatica e le sue relazioni internazionali. È emersa una road map per arrivare a Parigi con le carte in regola”.

Le ottimiste e vibranti dichiarazioni del Ministro Galletti ci hannofatto incuriosire. Abbiamo cercato tracce del suo passaggio attraverso la convenzione, utilizzando come strumenti le carte della riunione di Lima, o almeno quelle che sono disponibili.

E’ prassi consolidata in queste convenzioni che, negli interventi principali (l’intervento iniziale, quello conclusivo, eventualmente la presentazioni di posizioni e dichiarazioni di voto) la posizione comune della UE venga espressa,ad una sola voce, dal capo-delegazione del paese che ha la presidenza della UE. D’altro canto, la UE avrebbe la possibilità di intervenire anche attraverso un  proprio rappresentante a cui ha diritto in quanto entità che ha firmato direttamente la convenzione.

Nei documenti ufficiali della convenzione che riportano la listadegli interventi di apertura http://unfccc.int/meetings/lima_dec_2014/items/8727.php risulta solo l’intervento dell’Unione Europea con testo disponibile http://unfccc.int/files/bodies/cop/application/pdf/eu.pdf e non appare un testo italiano. Per quel che riguarda le dichiarazioni presentate alla riunione “del segmento ad alto livello”(capi di stato, primi ministri e ministri rappresentanti ufficialidi governi), un testo con il nome di Galletti c’è,ma in condominio con il commissario europeo pertinente, Arias Canete: http://unfccc.int/files/meetings/lima_dec_2014/statements/application/pdf/cop20_hls_eu.pdf. La casella Italia è lasciata vuota: http://unfccc.int/meetings/lima_dec_2014/statements/items/8733.php .

Invece non vi èalcuna traccia di presenza italiana nella lista dei capi-delegazione “amici della presidenza della riunione” che pure sembrerebbe opportuno nel caso della presidenza di turno della UE.

Le difficoltà nel comprendere il comportamento dell’Italia nella conferenza di Lima sono state aggravate dall’abitudine del ministro Galletti di informare mediante twitter che hanno il difetto di essere brevi, personali, e di non indicare il luogo fisico dove sono stati composti.

Nei documenti della CoP,l’Italia è indicata con una fantasmagorica delegazione di 49 persone: http://unfccc.int/resource/docs/2014/cop20/eng/misc01p01.pdf. Non ci è dato sapere quali di questi iscritti sia stato davvero a Lima, come sono avvenute le scelte e quali competenze siano state effettivamente disponibili. Il primo nome della lista è quello di Roberto Binatti, indicato come funzionario senior del Ministero dell’Ambiente, mentre Gian Luca Galletti è solo al secondo posto e indicato senza qualifica.

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