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Contro le sale giochi a Torino si usa il regolamento di condominio

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Non è il primo caso del genere che un regolamento comunale viene utilizzato per contrastare l’insediamento di determinate attività, come in questo caso le sale giochi.

A Torino contro l’apertura della sala giochi, 3 anni fa, si era mosso il quartiere. Ma le proteste non avevano potuto nulla contro l’apertura, per di più 24 ore su 24, a due passi da chiesa, scuole e case popolari. Si trattava di una sala giochi Vlt Videolottery, che riceve l’autorizzazione dalla prefettura e quindi non è tenuta a rispettare i regolamenti comunali, che mettono paletti come la distanza minima dai luoghi di culto o fasce orarie «protette».

La battaglia, che sembrava impossibile, l’ha vinta il condominio. Il regolamento interno vieta genericamente il «gioco» nei suoi locali. E il tribunale civile ha dato ragione ai condòmini, contro la società che affittava lo spazio. Quella vecchia clausola del regolamento condominiale, secondo il giudice, va rispettata.

Anche se la sala giochi non sembrava troppo frequentata, esulta Fra Bruno Castricini, il parroco che 3 anni fa lanciò la petizione: «Non posso che essere contento. Aiutiamo anziani che finiscono nella rete del gioco, quella sala non era una buona cosa per il borgo».

I gestori avevano pensato di fare appello contro la sentenza, che risale a marzo, ma hanno desistito.

Obiettavano ad esempio che il regolamento risale a prima che le Videolottery fossero inventate, e che non era una sala giochi, ma una sala scommesse. Non fa differenza, dice in sostanza il giudice Tiziana Latella. «La sentenza è discutibile e potevamo fare ricorso – spiega il legale della società, Giancarlo Molinari – ma i miei clienti hanno molte attività e non è un problema cambiare tipologia di locale».

Secondo l’avvocato del condominio, Gabriella Cacciatore, la sentenza dimostra che i condomini possono opporsi alle sale giochi, «i regolamenti oggi possono essere anche molto dettagliati».

Il limite è che «vanno approvati da tutti e basta un condòmino contrario perché non se ne faccia nulla».

C’è chi sottolinea che anche nei bar dell’isolato ci sono le slot, «ma non è l’attività prevalente, il regolamento di condominio non vale». Piuttosto, si possono contestare altri problemi, come ad esempio il rumore. Ed è proprio quello che farà il condominio, di nuovo pronto alla guerra legale: la società avrebbe in proposito di aprire, al posto della sala giochi, un bar h24.

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