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Con l’efficienza energetica comportamentale un risparmio di 250 milioni di euro

Secondo un rapporto realizzato da Opower in 26 Paesi europei le famiglie sprecano 2,4 miliardi di euro l’anno, consumando un eccesso di 12 TWh di energia. Con adeguate e poco costose misure di efficienza energetica “comportamentale” per i consumatori italiani il risparmio di energia sarebbe di 1,3 TWh e quello economico di 250 milioni di € all’anno.

Ci sono modi semplici e poco costosi per iniziare a risparmiare energia, uno di questi, l’efficienza energetica comportamentale, si basa su una semplice idea: fornendo ai propri clienti in modo proattivo e attraverso più canali una migliore informazione sul proprio utilizzo quotidiano dell’energia, insieme a consigli di efficienza personalizzati, le utilities possono motivare i consumatori ad utilizzare meno energia, adottando decisioni più intelligenti sulle modalità di consumo e ottenendo risparmi energetici a lungo temine.  Nel avevamo già parlato a giungo in un nostro articolo.

“L’efficienza energetica comportamentale rimane in gran parte non sfruttata in molti Paesi europei. I programmi comportamentali rappresentano una reale opportunità per avvicinarsi agli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dall’Unione Europea, riducendo le emissioni di gas serra in modo economicamente sostenibile e rendendo l’energia più conveniente per i consumatori”. Lo ha detto ieri intervenendo a Roma al VII ‘Forum QualEnergia?’, Simon Hill, Vice President for Regulatory Affairs Opower EMEA.

Secondo un rapporto realizzato da Opower, “Sbloccare il potenziale di efficienza energetica comportamentale in Europa” (pdf), in 26 Paesi europei, le famiglie europee sprecano 2,4 miliardi di euro l’anno, consumando un eccesso di 12 TWh di energia. Questa eccedenza nei consumi corrisponde inoltre a un impatto ambientale di 3,3 milioni di tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera.

L’Italia sarebbe al quarto posto in quanto a potenziale di risparmio, tanto che l’adozione delle misure di efficienza energetica “comportamentale” produrrebbe un risparmio economico di oltre 250 milioni di euro per i consumatori italiani, con una riduzione dei consumi di circa 1,3 TWh e 400.000 tonnellate di CO2 in meno emesse in atmosfera. Una quantità di energia corrispondente a quella prodotta da quasi 350mila sistemi solari FV residenziali da 3 kWp e sufficiente a tenere costantemente accese più di 2 milioni e mezzo di lampadine per un anno.

Secondo lo studio, tra i Paesi europei, quello che guadagnerebbe maggiormente con i programmi di efficienza energetica è la Germania, per la sua numerosa popolazione e gli alti costi dell’energia: i suoi cittadini potrebbero risparmiare €521 milioni l’anno, corrispondenti a 2,2 TWh. Segue il Regno Unito, che attraverso un semplice cambiamento comportamentale potrebbe risparmiare fino a 2,1 TWh di energia elettrica e di gas ogni anno, con un impatto positivo su quasi 22 milioni di famiglie. La Francia, in terza posizione, potrebbe risparmiare 1,9 TWh di energia (l’equivalente necessario per alimentare 3.000 torri Eiffel per un anno).

“L’Italia e questi altri paesi hanno un grande potenziale di risparmio energetico che può portare sia alle aziende, sia ai consumatori, grandi vantaggi economici e ambientali, semplicemente puntando sul ruolo che i singoli consumatori e le imprese possono svolgere attraverso il cambiamento comportamentale e la divulgazione di corrette informazioni”, ha spiegato Hill.

I programmi comportamentali di efficienza energetica sono sostenibili, economici, già disponibili e rappresentano per i Paesi europei un contributo importante per colmare il deficit rispetto agli obiettivi fissati dall’UE in una riduzione del 20% nel consumo di energia entro il 2020.

Ecco dunque, alcune raccomandazioni e azioni per le autorità di regolamentazione e le aziende fornitrici di energia:

  • Agire ora! In modo da assicurarsi il potenziale di risparmio energetico realizzabile oggi: questi programmi possono avere un impatto positivo su più di 149 milioni di famiglie in tutta Europa e possono essere attuati immediatamente, a differenza di programmi di risparmio energetico dal lato della domanda, che faticano ad essere adottati.
  • Includere interventi comportamentali in tutti i contesti di efficienza energetica: utilities e autorità di regolamentazione dovrebbero includere le misure comportamentali come una pratica standard nei portafogli di efficienza, in modo che sia le aziende sia gli utenti possano realizzare appieno i vantaggi di questi programmi.
  • Includere gli interventi comportamentali in tutti gli studi sui potenziali delle risorse: molti governi, autorità di regolamentazione e istituzioni tecnico-scientifiche conducono studi sui potenziali delle risorse, ma questi spesso affrontano solo gli interventi strutturali, e non valutano approcci comportamentali.

 

http://www.qualenergia.it/articoli/20141127-con-l-efficienza-energetica-comportamentale-un-risparmio-di-250-milioni-di-euro

 

 

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