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Blockchain e Smart Contract: parlano i notai.

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Nuove tecnologie e impatto della Blockchain a seguito della normativa entrata in vigore nel dicembre 2018, che ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano le nozioni di tecnologie basate su registri distribuiti e Smart Contract. Questi gli argomenti che sono stati al centro del convegno dal titolo “Blockchain, Smart Contract e Notariato”.

Giovanni Liotta, presidente di Federnotai: “Si tratta di tecnologie che presentano innumerevoli vantaggi per imprese, istituzioni e cittadini. Il notaio, con la sua funzione di gatekeeper, dovrà interagire e integrarsi con la nuova tecnologia, facendosi come sempre garante di tutto il sistema della transazioni, a partire dalla verifica della capacità di chi compie atti giuridici rilevanti all’interno dello stesso sistema. Continuiamo a sottolineare la necessità di una regolamentazione esterna perchè la tenuta dei Registri Pubblici non può essere messa a rischio. E’ necessario che la politica si esprima non sulla utilità della Blockchain, ma sulle modalità dirette a tutelare il pubblico interesse”.

Alessandra Mascellaro, Consigliere Nazionale del Notariato e Consigliere d’amministrazione di Notartel Spa: “Quando si parla di Blockchain si parla di fiducia, di certezza e di garanzia, esattamente gli stessi temi centrali che fanno capo al Notariato. I notai si assumono responsabilità, garantendo in proprio i cittadini contro i rischi di frode, di riciclaggio e di scarsa trasparenza. Le conseguenze di una fiducia malriposta in ambito informatico possono essere disastrose e senza ritorno”.
Poi c’è lo Smart Contract, o contratto intelligente, tra le applicazioni più interessanti della tecnologia blockchain. Si tratta della “traduzione”  in codice software di un contratto tradizionale, che viene in questo modo automatizzato.
In pratica, lo Smart Contract è basato su un codice che “legge” sia le clausole che sono state concordate, sia le condizioni operative nelle quali devono verificarsi le condizioni concordate e si autoesegue automaticamente nel momento in cui i dati riferiti alle situazioni reali corrispondono ai dati riferiti alle condizioni e alle clausole concordate.
L’idea di automatizzare l’esecuzione di un contratto tramite il software è già stata sperimentata (le vending machine ne sono un esempio) ma è la tecnologia blockchain che oggi rende il concetto di smart contract realizzabile e assolutamente sicuro. Perciò si sente a volte definire la blockchain come ‘l’internet dei contratti’.

A questo riguardo, i notai hanno già predisposto due studi attraverso la Commissione Informatica del Notariato. Al momento gli “Smart Contract” trovano maggior successo come applicazioni fruibili dall’utenza previa licenza d’uso poichè si tratta di strumenti poco flessibili e incapaci di adattarsi a circostanze mutevoli o alle preferenze delle parti, ecco perchè il notaio svolge la funzione di adeguamento che diventa insostituibile e non replicabile da un software e che può differenziare un contratto vero e proprio dallo Smart Contract.

Oreste Pollicino, Professore ordinario di Diritto Costituzionale e di Diritto dei Media presso l’Università Bocconi di Milano: “In un contesto in cui i processi di automazione che prescindono dall’intervento umano diventano pervasivi, non può perdersi di vista che la tutela della persona, dal livello costituzionale in giù, rimane un presupposto imprenscindibile di qualsiasi nuovo portato della tecnologia. Da questo punto di vista, il punto di equilibrio tra fuga in avanti della tecnica e tutela dei diritti inviolabili della persona sembra quello che può sintetizzarsi con la formula di umanesimo digitale, in cui la tecnologia rimane uno strumento e la tutela della dignità umana il fine ultimo di qualsiasi processo di evoluzione tecnologica.”
Infine il tema dell’uso della Blockchain è sempre più rilevante anche in Europa e il mondo del notariato italiano ha un ruolo di primo piano a Bruxelles. Infatti l’Italia ha acquisito la presidenza della EU Blockchain Partnership, l’iniziativa promossa dalla Commissione UE  con l’intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia Blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali.

Marco Bellezza, Consigliere giuridico del Ministro dello Sviluppo Economico e coordinatore della delegazione italiana della EU Blockchain Partnership: “Si tratta di un’opportunità unica per promuovere ulteriormente la conoscenza e l’utilizzo di questa tecnologia a beneficio di cittadini e imprese rafforzando la cooperazione in ambito UE. Al Ministero dello Sviluppo Economico abbiamo da tempo avviato una serie di attività volte proprio a promuovere l’utilizzo della Blockchain. Eventi come quello odierno rappresentano momenti importanti per la promozione di una conoscenza condivisa del fenomeno”.

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