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Amministratrice fa sparire quasi 400mila euro dai conti dei condomini: scatta l’interdizione

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amministratore

Amministratori infedeli, nuova puntata. Stavolta è scattata la misura di interdizione ad esercitare l’attività di amministratrice di condominio per una 46enne parmigiana, accusata di appropriazione indebita ed autoriciclaggio.  La misura è stata eseguita dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Parma su disposizione del Gip e da richiesta della Procura della Repubblica di Parma.

L’esecuzione del provvedimento rappresenta l’esito di una complessa attività di indagine, svolta dalle Fiamme Gialle, nel corso della quale è stata accertata, dal 2014 al 2018, la sistematica attività di appropriazione di quasi 400.000 euro, nei confronti di numerosi condomìni della città.

Complessivamente, sono stati contestati diciotto capi di imputazione per singoli episodi di appropriazione indebita ed un capo di imputazione per autoriciclaggio.

Le indagini sono scaturite dalle numerose denunce presentate da alcuni abitanti di condomìni di Parma e provincia: nonostante avessero delegato alla professionista le incombenze della gestione e versato con regolarità gli importi relativi alle spese comuni, avevano rilevato che diversi fornitori non erano stati regolarmente pagati per le loro prestazioni, causando in tal modo un’ingente situazione di debiti. In taluni casi, si era anche verificata l’interruzione delle utenze del condominio.

La vastità del fenomeno, emersa progressivamente e resa evidente dal consistente numero di querele presentate, ha comportato l’esecuzione da parte della Procura della Repubblica e delle Fiamme Gialle di un’attività investigativa univoca e coordinata.

Dalla quale sono emerse movimentazioni dei conti correnti non dovute né giustificate, effettuate dall’amministratrice mediante numerosi prelievi di denaro contante, emissioni di assegni e bonifici bancari a favore suo o di familiari, utilizzando causali prive di fondamento e sconosciute ai condòmini, quali “rimborso anticipo amministratore”, “rimborso dipendente per IREN”, “rimborso acquisto pianta nascita bambino”, etc…

In un caso, ad esempio, l’amministratrice ha prelevato dal conto corrente di un condominio, mediante bonifici, circa 2.000 euro, per poi versarli sul conto corrente di altri condomini non legati da nessun tipo di rapporto con il primo, ma sempre da lei amministrati.

Inoltre, in un altro caso, nell’arco di due anni, l’amministratrice ha effettuato prelievi al bancomat pari a circa 9.000 euro dal conto corrente di un condominio da lei gestito, senza ricevere alcuna autorizzazione da parte dei condòmini, né tanto meno aver mai giustificato tali operazioni.

In alcuni casi, i condòmini erano addirittura ignari del fatto che il loro condominio avesse plurimi conti correnti accesi.

Tutte le movimentazioni di denaro contestate sono risultate essere di gran lunga superiori all’importo di spettanza per l’amministratrice, quale compenso per la gestione di ogni condominio.

Revocata dall’incarico per giusta causa da parte delle assemblee condominiali interessate, la professionista non aveva provveduto a consegnare ai nuovi amministratori subentranti la documentazione sino a quel momento custodita, non ottemperando così a precise disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, pronunciatasi all’esito dei numerosi procedimenti civili instaurati.

L’analisi dei flussi finanziari ha consentito di ricostruire la somma sottratta ai condòmini ma anche di accertare il reimpiego, nella propria attività imprenditoriale, di una quota delle somme distratte. In particolare, dagli accertamenti bancari è emerso come lei abbia utilizzato circa 50.000 euro per costituire e finanziare una società a responsabilità limitata, avente per oggetto l’esercizio in forma imprenditoriale dell’amministrazione di condomini, nonchè per l’acquisto di beni immobili intestati alla stessa società.

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